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Caf Centro Assistenza Fiscale

SERVIZI CAF

SERVIZI CAF - CLAAIAVELLINO

L'ASSOCIAZIONE OFFRE UN SERVIZIO CAF PER LA COMPILAZIONE e  L'INVIO DELLE DICHIARAZIONI :

 

 

 

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MODELLI 730 ( DIPENDENTI  PENSIONATI E ASSIMILATI )                                         

MODELLI UNICI (PERSONE FISICHE)

DICHIARAZIONE IMU    CALCOLO IMU    

CALCOLO TASI

MODELLI RED,                                      

MODELLI ISEE     

INDENNITA' DI RICOVERO/ INVALIDITA' CIVILE                              

DETRAZIONI D'IMPOSTA

DICHIARAZIONI DI SUCCESSIONE 

CONTRATTI DI LOCAZIONE  

REGISTRAZIONE CONTRATTI                          

 FIDEJIUSSIONE: LOCAZIONI IMMOBILIARI

                        VENDITA DI IMMOBILI

                       PRELIMINARI DI COMPRAVENDITA

 ASSUNZIONE E BUSTE PAGA COLF  E BADANTI

 

 

Canone Rai in bolletta, il vademecum per non sbagliare

Canone Rai in bolletta, il vademecum per non sbagliare - CLAAIAVELLINO

Ecco in sintesi tutto quello che c’è da sapere per non sbagliare.

IMPORTO: nel 2016 il canone annuo ordinario è di 100 euro


ESENZIONE: Il limite di reddito per il diritto all’esenzione per gli over 75 è stato elevato a 8.000 euro annui.

n.b. Per la pratica di esenzione puoi rivolgerti a noi. Chiama 0825756220

 

PAGAMENTO IN BOLLETTA:

Il canone si pagherà in bolletta dal 1 luglio 2016 e comprenderà le rate dei mesi precedenti . Dal 2017 invece sarà diviso in 10 rate da 10 euro, da Gennaio a Ottobre (20 euro a bolletta). Quindi non si pagherà sulla bolletta dell’ultimo bimestre dell’anno.
Il pagamento del canone Rai avviene mediante addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica. Paga chi possiede la tv. Il canone deve pagarlo chiunque detiene un apparecchio atto od adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive. Fin qui nessun cambiamento. La novità è che si presume la detenzione dell’apparecchio nel caso in cui esiste “un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica”. Se non è vero, per superare questa presunzione, dovrete presentare un’autocertificazione all’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino. La dichiarazione “ha validità per l’anno in cui è stata presentata”. Ossia bisogna ripresentarla ogni anno.
 

AUTOCERTIFICAZIONE ANTICIPATA: 

La dichiarazione di non detenere apparecchi, infatti, deve essere resa nelle forme previste dalla legge, con modalità da definirsi con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Ci si espone a responsabilità penali nel caso di dichiarazioni false.


DISDETTA: Mandate la disdetta in tempo utile. Continuano a dover essere comunicate le variazioni intervenute che eravate obbligati a trasmettere anche in passato, come il cambio di residenza. In particolare: se avete ceduto a terzi tutti gli apparecchi televisivi in vostro possesso dovete inviare la disdetta, dando esatta comunicazione delle generalità e indirizzo del nuovo possessore. Se non avete più alcun televisore dovete inviare la disdetta, fornendo adeguata documentazione. Se lo avete portato in discarica, ad esempio, è bene allegare la ricevuta di rottamazione. Nel caso di furto, la denuncia. In caso di morte del titolare, l’erede già abbonato deve richiedere l’annullamento dell’abbonamento intestato al defunto comunicando la data ed il luogo del decesso.
 

 

SECONDE CASE Se avete una seconda abitazione dove vi è un televisore, non dovete pagare un secondo abbonamento. Idem se avete più televisori. Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti “nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.


SANATORIE: Non sono previste sanatorie per gli arretrati, che andranno in prescrizione a distanza di 10 anni.

Modello 730: Novita'

Modello 730: Novita' - CLAAIAVELLINO

 

Il 730/precompilato sarà a disposizione dei contribuenti dal 15 aprile nell’apposita sezione del sito web delle Entrate e conterrà: dati Certificazione Unica, deduzioni e detrazioni (mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, bonus ristrutturazione e bonus energia, contributi versati per lavoratori domestici e da quest’anno anche spese sanitarie), alcune informazioni contenute nella dichiarazione 2015 (ad esempio, relative a terreni e fabbricati), altri dati presenti in Anagrafe tributaria (ad esempio, catasto e banche dati immobiliari).

 Il modello 730, precompilato o ordinario, si presenta entro il 7 luglio.

Fra le novità: comunicazione dell’amministratore di condominio (quadro K), eliminato il rigo C4 dedicato alle somme percepite come premio di prodittività (nel 2015 niente tassazione agevolata, mentre nel 2016 torna l’aliquota al 10%),  bonus IRPEF lavoro dipendente di 960 euro (nel 2014 il bonus da 80 euro in busta paga era iniziato in maggio, per un totale di 640 euro), proroga bonus ristrutturazione e bonus mobili al 50% e riqualificazione energetica al 65%.

 Entro il 30 settembre, in caso di integrazione della dichiarazione che comporta minor credito o maggior debito, bisogna presentare il modello Unico PF/2016 correttivo nei termini. Stessa data per comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto IRPEF o di volerlo versare in misura inferiore. Il 25 ottobre è la scadenza per un 730 integrativo, nel caso in cui ci siano un minor credito o maggior debito. Entro il 10 novembre va invece presentato il 730 rettificativo, in caso di errore da parte del sostituto d’imposta, CAF o professionista abilitato.

Bonus luce e gas 2016

Bonus luce e gas 2016 - CLAAIAVELLINO

 


 

Per accedere al bonus luce gas 2016 è richiesto un reddito Isee inferiore a 7500 euro o a 20.000 nel caso di famiglie aventi più di 3 figli a carico

 


 

Il bonus luce gas 2016 è una soluzione pensata per agevolare le famiglie a basso reddito. Grazie a questo regime di compensazione, le famiglie disagiate potranno avvalersi di uno sconto nelle bollette della fornitura elettrica e del gas metano naturale. Il criterio di accesso viene determinato dall’Isee che non deve superare i 7500 euro; se la famiglia è composta da più di tre figli a carico, il reddito Isee può essere pari a 20.000 euro. I figli sono definiti a carico quando il loro reddito complessivo IRPEF non supera i 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Non è necessario che convivano in famiglia, nè vengono presi in considerazione l’età e il titolo di studio.

Per poter effettuare la domanda è necessario comunicare il proprio Isee. Questo viene ottenuto mediante la dichiarazione unica sostitutiva (DSU 2016), rilasciata dall’INPS nell’arco di dieci giorni lavorativi. Altro requisito fondamentale per la partecipazione al bonus luce gas 2016 è avere nella propria abitazione un contatore del gas non superiore a G5 e un contatore elettrico di 3 Kw per famiglie di quattro persone, e di 4,5 Kw per nuclei più numerosi. L’agevolazione è valida anche per le famiglie che vivono all’interno di condomini.

DISAGIO ECONOMICO
Per poter usufruire del bonus luce gas 2016 bisogna recarsi al Caf di competenza e riempire gli appositi moduli. Il Caf girerà la domanda al Comune che a sua volta la inoltrerà al Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche (SGAte). Ogni cliente riceverà la risposta direttamente da tale ente mediante una comunicazione formale: in essa sarà indicato l’inizio del periodo in cui verrà applicato il bonus, la sua durata e l’agevolazione ottenuta.
La richiesta del bonus va inoltrata ogni anno, ma l’agevolazione spettante annualmente viene ricalcolata ogni volta.

DISAGIO SOCIALE

Possono accedere al bonus luce gas 2016 anche tutte le famiglie in cui è presente un familiare malato che usufruisce di specifici apparecchi elettromedicali. Per richiedere il regime di compensazione bisogna presentare la certificazione fornita dalla propria Asl: in essa deve essere attestata la necessità di utilizzare tali apparecchiature per la sopravvivenza stessa del malato. Dovranno inoltre essere indicati la tipologia, la data di installazione, la data di inizio del suo utilizzo e l’indirizzo dell’abitazione in cui è presente. In questo modo sempre più famiglie potranno ricevere un sostegno economico per affrontare le spese quotidiane.

Riforma TASI e IMU: aliquote e sconti 2016

Riforma TASI e IMU: aliquote e sconti 2016 - CLAAIAVELLINO

La legge di Stabiliotà 2016 introduce : La riduzione del 50% dalla base imponibile per gli immobili in comodato d’uso ai parenti di primo grado .

L'agevolazione riguarda sia  l’IMU sia  la TASI (eccetto abitazioni di lusso di categoria A1, A8, A9)

Regole
I parenti di primo grado sono solo genitori e figli. Il pre-requisito è che l’immobile sia dato in comodato a parenti di primo grado (genitori e figli) che lo usano come abitazione principale. Il contratto deve essere registrato e il comodante (proprietario dell’abitazione) deve risiedere e dimorare nello stesso comune in cui è situato l’immobile in comodato. Deve inoltre, possedere un solo immobile ad uso abitativo registrato in Italia ma l’agevolazione si può applicare anche nel caso possieda un altro immobile nello stesso comune purché, come precisa il Ministero, nessuna delle due case sia di lusso.

Registrazione contratto
In base al codice civile (articolo 1803), il comodato è «il contratto col quale una parte consegna all’altra una casa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta» ed è «essenzialmente gratuito». Può essere redatto in forma verbale o scritta, che quindi non obbligatoria (articolo 1350 del codice civile). Di conseguenza, ci sono due possibilità:

contratto in forma scritta: si pagano imposta di bollo e di registro, la registrazione deve essere effettuata entro 20 giorni dalla firma del contratto. Ai fini IMU, l’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso: quindi, per i mesi nei quali il possesso è durato più di 15 giorni, si paga la TASI-IMU per l’intero mese. Quindi, nel caso in cui ad esempio il comodato sia partito in gennaio, se il contratto è stato firmato entro il 16 gennaio l’agevolazione si applica all’intero mese, se invece è stato stipulato in data successiva si paga proporzionalmente in base alla data del comodato. Attenzione a rispettare i 20 giorni per la registrazione: per un contratto registrato il 16 gennaio, ad esempio, il termine ultimo per applicare l’agevolazione fin da inizio anno è il 4 febbraio.

Possesso di un solo immobile

Come prima ricordato, il comodante può possedere, oltre a quello dato in comodato, un solo immobile in Italia, con l’eccezione della prima casa di residenza che deve essere però nello stesso Comune di quella concessa in comodato. Questa limitazione si riferisce agli immobili ad uso abitativo. Se quindi il comodante è anche proprietario, ad esempio, di un negozio o di un terreno agricolo, può utilizzare l’agevolazione. Questo vale anche per le eventuali pertinenze, che non sono considerate immobili ad uso abitativo.

Attenzione: se l’immobile concesso in comodato ha una pertinenza compresa nel contratto di comodato (ad esempio un box auto), quest’ultima si considera ai fini TASIpertinenza dell’abitazione principale, con tutto ciò che ne consegue. Per ogni abitazione principale è possibile avere un massimo di tre pertinenze, appartenenti alle categorie catastali C2, C6 e C7, nella misura massima di un’unità per ognuna delle categorie catastali previste. Esempio: appartamento dato in comodato, come abitazione principale, con due pertinenze, un garage (C6), e una soffitta (C2): la riduzione della base imponibile si applica a tutte le pertinenze. Se però, ad esempio, c’è un secondo box auto, quest’ultimo non può essere considerato pertinenza della prima casa ai fini IMU e TASI, nemmeno se accatastato insieme all’abitazione.

Sempre in relazione al possesso di un solo immobile ad uso abitativo oltre a quello concesso in comodato, c’è il caso particolare rappresentato da un proprietario che possieda, oltre a quello dato in comodato, un immobile ad uso abitativo definito comerurale ad uso strumentale. Qui, interviene la lettera f, comma 3-bis, articolo 9, del Dl 557/1993, che definisce come strumentale l’immobile destinato ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole, a tempo determinato o indeterminato, per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento.

La circolare del ministero specifica che il possesso di questo immobile non preclude lo sconto IMU-TASI, perché si tratta comunque di un immobile strumentale all’esercizio dell’attività dell’agricoltura.

Coniugi

Se due coniugi possiedono ognuno al 50% l’immobile in comodato al figlio, e ad esempio il marito possiede anche un altro immobile in un Comune diverso da quello del primo immobile, l’agevolazione all’abitazione in comodato si applica solo alla quota in possesso della moglie. Se invece l’altro immobile di proprietà del marito si trova nello stesso Comune ed è adibito ad abitazione principale, il discorso cambia: l’agevolazione si applica per intero all’abitazione concessa in comodato, perché si rientra nei requisiti previsti.

Se l’immobile in comproprietà è concesso in comodato non a un figlio ma ai genitori di uno dei due coniugi, l’agevolazione si applica invece solo per la parte dell’immobile di proprietà del figlio.

Se uno dei due coniugi possiede al 100% l’immobile in comodato e al 50% di residenza, che si trova però in un comune diverso, non si può applicare l’agevolazione, perché non è soddisfatto il requisito in base al quale l’eventuale secondo immobile di proprietà oltre ad essere adibito ad abitazione principale debba trovarsi nello stesso Comune. Se invece i due immobili sopra descritti si trovano nello stesso Comune, si applica l’agevolazione TASI.

TASI su immobili in comodato

La TASI sugli immobili concessi in comodato, che come detto si applica a una base imponibile scontata del 50%, viene pagata dal proprietario, ovvero dal comodante. Questo, in virtù del fatto che la Legge di Stabilità 2016 abolisce la TASI sulla prima casa. Quindi, il comodatario non paga l’imposta, perché per lui l’immobile è l’abitazione principale. Il comodante, invece, è tenuto al versamento, applicando alla base imponibile ridotta del 50% l’aliquota stabilità dal Comune, solo in relazione alla quota attribuibile al proprietario dell’immobile concesso in comodato (in questo caso, si applica la stessa regola prevista per gli immobili in affitto). Se il Comune non ha deciso nulla in materia diquota TASI per inquilino e proprietario, si applicherà automaticamente la quota del 90%. Quindi, il proprietario prima calcola la base imponibile decurtata del 50%, poi applica l’aliquota TASI sulle seconde case date in comodato, quindi al totale così otte